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 Scrivevo articoli in un settimanale locale. Determinativi o indeterminativi che fossero, venivano sempre pubblicati con corpo 8 in mezzo ad altri corpi otto. In un'altra vita ero gatta cicòva, forse anche un pò bastarda. Probabilmente mi mummificarono, è per questo che non so più stare ferma.
Il mio blog, finalmente un luogo in cui possa parlare liberamente e scrivere come corpo mi pare.
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17 ottobre 2011
Lampo
A.A.A. cercasi habitat innaturale con cucina abitabile, sala abitabile, due camere abitabili, due bagni abitabili, un terrazzo abitabile, vicini di casa abitabili. Dopo tre anni credo di aver trovato finalmente l'agente immobiliare giusto. Scazzato quanto basta, cravatta orribile ma forse posso dirglielo, memoria sufficientemente corta da fargli periodicamente dimenticare di me, chi sono, cosa voglio, perché esisto. Sabato mattina mi ha dato appuntamento alle nove e un quarto, non lo avrei mai perdonato per questo, poi il suo sguardo nel vuoto e la sua faccia tutta incaccolata mi hanno fatto credere che tra noi lui era quello messo peggio, quindi ho provato a essere contenta. Insieme a lui, una sua collega comparsa e scomparsa nella fase uno della mia pietosissima ricerca. Quante volte vorrei avere una scatola di cartone in testa... Entriamo nell'appartamento, arriva il proprietario in ciabatte, ecco che mi sale dallo stomaco il mucco malefico, no dai non posso comprargli casa, non vedi quanto è triste, lì in ciabatte? Tra le sue pareti crepate-ragnatelate-stravissute, io sono l'intrusa. E a confermarmelo spunta un enorme gatto grigio con due bottoni di ambra, sale sul trono e mi travolge carezzevolmente. Fuori al freddo, mentre io e l'agente falsifichiamo la storia della crisi dell'edilizia dagli anni novanta, lo sguardo mi cade sulla lampo del suo pantalone elegante, scandalosamente aperta. Ho sonno e vorrei ridere.
| inviato da Corpolibero il 17/10/2011 alle 8:40 | |
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8 ottobre 2011
Sull'ambientamento
45 minuti di vita con R., anni 4, ti sfiorano con la falce. E ogni volta ne esco con un tatuaggio nuovo, a forma di alienazione, alternata a disperazione, alternata a euforia da salto nel burrone senza corda attaccata. R., anni 4, stravolge sguardo, umore e ...me ad ogni gradino, evento, parola. I due laghi di R., anni 4, sorridono e dicono "bella quella macchinina". Il mio timido "...vuoi andarci sopra?" e i due laghi di R., anni 4, collassano e si inondano di disperazione. R., anni 4, mi ha insegnato a piangere la mamma quando l'hai definitivamente persa. Mi ha stracciato quei quattro schemi in croce che avevo ricopiato da qualche parte non mi ricordo. Mi ha dimostrato che tutto può essere e può non essere, mi ha urlato che a lui, di tutto eccetto che di sè, frega un-enormissimo-cazzo. 45 minuti di vita con R., anni 4, mi fanno perdere e ritrovare la bussola a seconda di dove LUI pensa sia il nord. Torno a casa e non trovo niente e nessuno di interessante da dire.
| inviato da Corpolibero il 8/10/2011 alle 10:9 | |
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